Tra gli ulivi e le stelle

Accostare al lato della strada e far l’amore. Con la luna che ci guarda e le campane appese al collo dei bovini che scandiscono il passare dei minuti.
Gli alberi intorno, la nebbia, il venticello estivo di campagna che mi colpisce il collo intrufolandosi dalla piccola fessura del finestrino.
Il tuo respiro caldo che contrasta.

Avevamo deciso di fare un giro, di passare una giornata al mare e ci siamo ritrovati a fare un picnic nella foresta. Coi pantaloncini che non sono adatti al terreno e alle foglie.
Ma che m’importa, se ho te?
Il costume addosso e il mare che si vede solo giù dalla scarpata ad ogni curva.  I sandali.. e vedere gli altri con gli scarponcini da scalata. Sarà meglio sparire.

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Un cuore e sono tua.

Quando ero piccola c’era una mia compagna di classe, e a giorni alterni anche mia amica.. che aveva lo stacco dei capelli sulla fronte a forma di cuore. Io ero invidiosa: lei aveva un cuore a vista per tutti.. se chiunque l’avesse guardata, avrebbe visto un cuore. E si sa, i cuori sono romantici.. mettono voglia di innamorarsi.. e io non avevo nulla a forma di cuore.. né la forma dei capelli, né le fossette.. e nemmeno quei maglioni ridicoli con un cuore in 3d stampato sopra. Avevo solo uno stupido grande cuore dentro me.. al suo stupido solito posto.. e nessuno lo vedeva.. nessuno lo poteva vedere. Cosi ho iniziato a disegnarmi i cuoricini con i colori a spirito sulle scarpe.. sullo zaino.. sulle unghie smaltate. Dappertutto.. a vista.. Speravo che un giorno qualcuno se ne accorgesse.. il successo fu subito clamoroso: tutti notavano i disegnini molto minimal ma d’effetto e mi sorridevano. Frequentavo gente normale.. con vite normali e pensieri normali. Io ero la ribelle, la creativa.. quella che si disegnava cuoricini sugli indumenti e li mostrava in giro.

Una mattina, poco prima dell’inizio delle lezioni, nel cortile della scuola.. un ragazzo mi disse che avevo un grande cuore, io gli chiesi quale e presi a guardarmi le scarpe.. ma lui velocemente, mi diede un bacio sulla guancia e si defilò  incamminandosi verso la sua classe.. io rimasi immobile a cercare di capire il perche un ragazzino baciasse una ragazzina dopo averle fatto notare di avere un cuore disegnato sulle scarpe. Mi arrivó l’illuminazione durante l’ora di tecnologia. Mentre la professoressa spiegava come posizionare le squadre sui fogli da disegno, io alzai la mano e chiesi di poter andare in bagno.. prima di alzarmi dal banco e allontanarmi dall’aula, presi dall’astuccio a tre piani, che spesso usavo come separatore durante i compiti in classe.. un pennarello.. rosso.. come quel cuore sulla punta delle mie converse..
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Profumi di buono e d’estate.

Hai quel profumo: quello che ti rimane addosso quando passi tra le lenzuola appena lavate e stese in terrazza.. Quel profumo di muschio bianco e freschezza.. Hai il profumo che mi resta addosso dopo che mia mamma mi abbraccia stretta.. Hai il profumo del naso infilato nel barattolo della nutella.. Il profumo di bruciato in aperta campagna.. Delle pagine dei libri appena comprati.. Hai il profumo delle castagne arrostite per le strade del centro, in inverno.. Hai l’odore delle cucine delle trattorie.. Della lasagna.. Della salsedine che mi resta addosso quando esco dal mare e resto stesa al sole per … Continua a leggere Profumi di buono e d’estate.

Quando volveras

La sigaretta la mattina presto perché hai passato tutta la notte con me e a me non piace il fumo, quindi aspetti di dover uscire di casa.. Ti guardo dalla finestra.. ti amo Mi sorridi. Prendi l’accendino e sali in macchina. Metti la prima.. poi la seconda.. Sei lontano. Mi ristendo sul letto, guardo il soffitto. Sorrido.. e mi sento bene e mi sento scema. Suona il telefono.. ‘ Ti Amo ‘ mi dici e sto ancora meglio.. Sorrido ancora.. mi rotolo nel letto e sento il tuo profumo. Abbraccio il cuscino. Sorrido. Ho paura. Niente mi terrorizza.. ma la … Continua a leggere Quando volveras