Face your fears! Quando lanciarsi nel vuoto non fa piu` paura.

E poi un giorno, mi sono alzata ed e` successo. Abbiamo preso la macchina e siamo partite, destinazione Splitsville o Titusville (non ricordo).. vabbe.. direzione Skydive space center. Una macchina grigia e due pazze che vanno a buttarsi da un … Continua a leggere Face your fears! Quando lanciarsi nel vuoto non fa piu` paura.

Quella volta che..

Quella volta in cui ho creduto tanto in un sogno.. e ho finito solo col sbatterci la testa.. e sbucciarmi le ginocchia come quando da bambina correvo troppo forte, a volte anche oltre i miei limiti.. e mi ritrovavo spalmata per terra, senza fiato e con qualche strato di pelle in meno. Però non ho smesso di correre. Perché mi sentivo viva mentre correvo, mi sentivo di poter arrivare in ogni parte del mondo, di raggiungere qualsiasi cosa avessi voluto raggiungere. Con gli anni forse sono diventata un po’ più lenta, meno allenata.. forse sogno meno in grande.. ma non … Continua a leggere Quella volta che..

I miei sogni e te!

Susanna Casciani ha scritto ”I sogni non sono come gli occhi azzurri, che con quelli o ci nasci oppure ce l’hai marroni come me. Qualche sogno, dico io, arriva dopo. Non tutto quello che faccio mi piace, ma ci sono tante cose che non mi piaceva fare e adesso invece sì. Ci sono cose che pensavo non avrebbero mai fatto per me e adesso invece darei tutto quello che ho pur di continuare a viverle. A volte soffrivo per questa mancanza. Me ne andavo in giro a dire alla gente “scusate eh, ma io non ho sogni, che devo fare?” e tutti mi guardavano male, perché insomma, lo saprai se vuoi fare lo scrittore, l’artista di strada o l’ingegnere. E invece no, non lo sapevo e tutt’ora non ne ho idea. Però adesso so una cosa, un’altra cosa: sono nata senza sogni e poi per strada ne ho incontrati due o tre. E non li ho mica riconosciuti subito, eh no. Perché il difficile è proprio quello. Quando li ho visti ho pensato “che bello, ma io non sono adatta” o “no, grazie. non mi interessa” e due o tre volte ho pure rischiato di perderli. “Toh, che sbadata, ho lasciato il mio sogno in quel locale, chissà se il barista l’ha trovato”. E certo che l’aveva trovato, certo, perché i sogni sono richiestissimi e la regola, l’unica regola che vale è che bisogna starci attenti. Sono ovunque eppure non bastano mai. Magari non li abbiamo dentro, ma li abbiamo accanto, addosso o forse ci aspettano in giardino, in un negozio in centro, nella tasca del giubbotto, in mezzo a una festa noiosa, su una nuvola,
in una favola.”

Ed io ho pensato che..

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